SaMoTer Outlook - Report edilizia
(giugno 2018)

Il ciclo delle costruzioni in Italia mantiene un passo moderato nel 2018, per rafforzarsi nel biennio successivo

ITALIA: INVESTIMENTI IN COSTRUZIONI

EDILIZIA Valori 2017
mln €
2017 2018 2019 2020
RESIDENZIALE
di cui:
- nuovo *
- ristrutturazioni *
76.157

 

15.501
50.255
2.2

 

-0.8
1.5
1.3

 

0.7
1.5
1.4

 

1.7
1.3
1.5

 

2.8
1.0
NON RESIDENZIALE 39.628 1.2 1.5 1.5 1.6
GENIO CIVILE 22.041 -1.3 0.9 2.0 2.3
TOTALE COSTRUZIONI 137.826 1.5 1.3 1.5 1.6

 

* al netto dei costi di trasferimento della proprietà

 

La ripresa delle costruzioni procede con un andamento irregolare

Dopo il consistente incremento registrato nella seconda metà del 2017, gli investimenti in costruzioni hanno accusato nel primo trimestre 2018 una battuta d’arresto, estesa sia alla componente residenziale che agli altri comparti. Gli investimenti si sono comunque confermati in crescita (1.5%) rispetto al periodo corrispondente del 2017.

Le informazioni congiunturali disponibili si presentano contrastanti e tendono ad anticipare solo un modesto rafforzamento della ripresa nel secondo trimestre. L'indice della produzione nelle costruzioni ha evidenziato un parziale recupero in aprile (2.5% sul mese precedente), dopo l’indebolimento del primo trimestre in parte collegato alle avverse condizioni meteorologiche. Segnali di ripiegamento emergono, invece, dal clima di fiducia delle imprese di costruzioni in maggio e giugno, anche se l’indice rimane attestato in prossimità dei massimi dall’inizio del 2008, su livelli ancora decisamente superiori a quelli sperimentati negli altri settori dell’economia.

 

Tab. 1 - Investimenti in costruzioni per comparto (var% su trim. prec.)

Investimenti in costruzioni

Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Istat

 

Tab. 2 - Indice di produzione e clima di fiducia delle imprese di costruzioni (2010=100)

Indice di produzione e clima di fiducia delle imprese di costruzioni

Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Istat

 

Entrando nel dettaglio dei singoli comparti, nel corso del 2017 si sono consolidati i segnali di ripresa dei permessi a costruire per nuove abitazioni (+13.2% sul corrispondente nei primi tre trimestri) che, sia pure a partire da livelli storicamente molto contenuti, sembrano prefigurare una prossima inversione della tendenza negativa per il comparto della nuova edilizia residenziale. Le indicazioni favorevoli sui permessi si estendono anche al comparto non residenziale, con un rimbalzo di oltre il 37% tendenziale della superficie della nuova edilizia non residenziale nei primi nove mesi del 2017, dopo un’ulteriore flessione nel 2016. Si sta, inoltre, prolungando l’impulso positivo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni e la riqualificazione energetica degli edifici, prorogati fino a dicembre 2018, a suggerire un’evoluzione ancora positiva degli investimenti nel rinnovo.

 

L’edilizia edilizia continua a trarre impulso dal mercato immobiliare

Le compravendite di abitazioni hanno continuato nella ripresa in atto quasi ininterrottamente dal 2014, pur evidenziando una fisiologica moderazione dei ritmi di crescita (5% nella media del 2017), dopo i forti incrementi dell’anno precedente. Pur con qualche segnale di flessione in alcune grandi città, il trend positivo delle compravendite ha trovato conferma nel primo trimestre 2018 (+4.3% sul corrispondente). Le transazioni hanno proseguito nella tendenza espansiva anche nel mercato non residenziale, registrando aumenti rilevanti sia nel segmento produttivo che in quello terziario-commerciale (nell’ordine dell’8% nella media del 2017). All’inizio del 2018 la dinamica è rimasta pressoché invariata nel segmento produttivo mentre ha registrato un rallentamento nel terziario-commerciale.

 

Tab. 3 - Permessi a costruire residenziali (migliaia, cumulata 4 trimestri)

Permessi a costruire residenziali

Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Istat

 

Nonostante questo contesto favorevole agli scambi, le erogazioni di prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni hanno mostrato nel 2017 un andamento negativo. Il dato complessivo (-3.2%) è tuttavia da imputare principalmente al ridimensionamento della quota rappresentata dalle surroghe e sostituzioni piuttosto che a un raffreddamento delle erogazioni di nuovi mutui. Le condizioni di accesso al credito rimangono, infatti, accomodanti e la domanda di finanziamenti delle famiglie si mantiene sostenuta.

 

Confermati i segnali di risveglio per il mercato delle opere pubbliche

Il 2018 si è aperto con una crescita a doppia cifra dei bandi di gara per lavori pubblici (31.2% in valore nei primi quattro mesi secondo l’Ance), che conferma l’esaurimento dello shock negativo sul comparto legato all’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti pubblici. La ripresa si presenta diffusa a quasi tutte le stazioni appaltanti, coinvolgendo anche le amministrazioni locali, a partire dai Comuni, che sembrano cominciare a beneficiare della concessione di maggiori spazi finanziari prevista dalla Legge di Bilancio 2018. Il principale contributo all’aumento dei bandi è comunque riconducibile alle opere bandite dalle concessionarie autostradali e aeroportuali, a fronte di una frenata dei bandi di Rfi, dopo la performance molto positiva del 2017.

 

Tab. 4 - Compravendite e prezzi delle abitazioni (indici 2010=100)

Compravendite e prezzi delle abitazioni

Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Istat e Agenzia delle Entrate

 

Crescita delle costruzioni ancora contenuta nel 2018

Il difficile inizio d’anno induce a stimare per il 2018 un ritmo di espansione degli investimenti in costruzioni moderato, di poco superiore all’1% in media annua. L’edilizia residenziale continuerà ad avvalersi del traino del rinnovo abitativo, in un contesto ancora favorevole alla domanda per gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici, grazie soprattutto alla proroga dei relativi incentivi fiscali. Si ritiene, tuttavia, che nel breve periodo stenteranno a manifestarsi gli effetti sugli investimenti delle nuove agevolazioni rivolte ai condomini, di più complessa implementazione. A ciò si aggiungerebbe, come anticipato dall’andamento dei permessi a costruire nel 2017, il recupero di una pur debole crescita per le nuove abitazioni, interrompendo la tendenza negativa in atto da un decennio.

 

Tab. 5 - Bandi di gara per lavori pubblici (importi in mld euro)

Bandi di gara per lavori pubblici

Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Ance

 

Quanto agli altri comparti, alla luce della dinamica positiva dei permessi a costruire e del sostegno fornito dalla domanda di beni strumentali delle imprese, sussistono le condizioni per un consolidamento della ripresa dell’edilizia non residenziale. Per il comparto del genio civile sono state invece formulate stime prudenziali, a riflesso dell’incertezza sulla politica economica del nuovo governo, dopo gli annunci relativi all’avvio di un’analisi di costi-benefici delle principali opere pubbliche che avrebbe l’effetto di posticipare l’effettiva implementazione dei progetti infrastrutturali finora programmati. In particolare, i tempi lunghi di riprogrammazione dei fondi stanziati potrebbero vanificare il contributo che il cosiddetto “Fondo Investimenti”, istituito nella Legge di bilancio 2017 e ulteriormente rifinanziato in quella relativa al 2018, avrebbe potuto fornire al rilancio degli investimenti pubblici già nell’anno in corso.

 

La ripresa delle costruzioni è attesa consolidarsi nel 2019-2020

Le previsioni per il prossimo biennio indicano uno scenario di graduale consolidamento della ripresa degli investimenti in costruzioni, ad un tasso medio annuo intorno all’1.5%. Questo scenario presuppone l’avvio di un ciclo degli investimenti pubblici, in grado di imprimere un impulso significativo alle opere del genio civile, sulla base degli stanziamenti di risorse effettuati dai governi a partire dal 2016, ma rimasti finora bloccati dal nuovo assetto normativo sugli appalti e dai ritardi nell’implementazione dei programmi di spesa delle amministrazioni locali. Ci si attende, inoltre, che i bandi pubblicati nel 2017 e all’inizio del 2018 comincino a materializzarsi in un’effettiva apertura dei cantieri, superando le persistenti difficoltà che finora ne hanno impedito la partenza.

La crescita delle opere pubbliche sarebbe riconducibile, in primo luogo, agli investimenti nella rete stradale e in quella ferroviaria, grazie all’approvazione del Contratto di Programma Anas 2016-2020 e allo sblocco del Contratto Rfi 2017-2021. Un supporto alla ripresa è atteso anche dagli interventi per la ricostruzione post-terremoto nel Centro Italia, con una disponibilità di circa 8 miliardi di euro finalizzati alle attività di ricostruzione pubblica e privata e alla messa in sicurezza del patrimonio immobiliare. La concessione di maggiori spazi finanziari ai Comuni dovrebbe, infine, sostenere un rilancio degli investimenti da parte degli enti locali, specialmente nell’edilizia scolastica e sportiva.

Nello stesso periodo l'edilizia residenziale è prevista mantenere un profilo moderatamente espansivo, alimentato da un graduale rafforzamento dei segnali di recupero delle nuove abitazioni, in presenza di una positiva evoluzione dei redditi delle famiglie e di condizioni creditizie ancora favorevoli, accanto ad un progressivo riassorbimento dello stock di invenduto. Anche gli investimenti nel rinnovo abitativo dovrebbero confermare un'intonazione positiva, grazie alla proroga delle agevolazioni fiscali a favore del comparto da noi ipotizzata e all’impatto del cosiddetto «sisma bonus», l’incentivo fiscale per la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare nelle aree a maggiore rischio sismico.

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE

SaMoTer, la 31ª edizione slitta al 2023
Decisione condivisa con case costruttrici e associazioni di settore

Nel 2021 debutta nuovo evento demo in cava dedicato al mercato Italia

LEGGI TUTTO