SaMoTer Outlook - Report edilizia
(giugno 2019)

Prosegue la ripresa delle costruzioni, anche con il contributo delle opere pubbliche

ITALIA: INVESTIMENTI IN COSTRUZIONI

EDILIZIA Valori 2018
mln €
2018 2019 2020 2021
RESIDENZIALE
di cui:
- nuovo *
- ristrutturazioni *
77.929

 

15.781
51.376
3.8

 

3.6
2.8
3.6

 

4.2
3.2
1.3

 

3.0
0.7
1.3

 

2.7
0.9
NON RESIDENZIALE 42.345 3.9 3.0 2.7 1.8
GENIO CIVILE 22.183 -2.3 4.0 4.5 2.5
TOTALE COSTRUZIONI 142.457 2.6 3.5 2.2 1.7

 

* al netto dei costi di trasferimento della proprietà

 

La ripresa degli investimenti in costruzioni si è rafforzata all’inizio del 2019

Gli investimenti in costruzioni sono risultati la componente più dinamica degli investimenti totali nel primo trimestre 2019, con una crescita del 2.6% sul precedente (5.2% rispetto allo stesso periodo del 2018). Il miglioramento, che ha interessato sia la componente residenziale sia gli altri comparti, è in parte imputabile alle favorevoli condizioni climatiche e, quindi, a fattori temporanei, come confermano le più recenti informazioni congiunturali. L’indice di produzione nelle costruzioni, dopo il forte incremento di febbraio, ha ripiegato in marzo e soprattutto in aprile, attestandosi su livelli inferiori alla media del primo trimestre. Analogamente, il clima di fiducia delle imprese operanti nel settore ha accusato un deterioramento in giugno, interrompendo la tendenza al miglioramento dei mesi precedenti. La fiducia permane, comunque, su livelli più elevati rispetto agli altri settori dell’economia, in prossimità dei massimi dalla metà del 2007.

 

Tab. 1 - Investimenti in costruzioni per comparto (var.% su trim. prec.)

Investimenti in costruzioni

Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Istat

 

Tab. 2 - Indice di produzione e clima di fiducia delle imprese di costruzioni (2010=100)

Indice di produzione e clima di fiducia delle imprese di costruzioni

Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Istat

 

Alla luce di queste indicazioni, si ritiene che gli investimenti in costruzioni sperimentino un parziale rimbalzo negativo nel secondo trimestre, senza tuttavia che ciò possa compromettere la fase di ripresa in atto.

Entrando nel dettaglio dei singoli comparti, nell’edilizia residenziale permangono indicazioni positive per gli investimenti nel rinnovo, sostenuti dalle esigenze di riqualificazione del patrimonio abitativo, oltre che dai vantaggi legati al permanere degli incentivi fiscali, ai quali si sono affiancati segnali di un più intenso recupero per la nuova edilizia residenziale. La tendenza crescente dei permessi a costruire è infatti proseguita nel 2018, sia per la componente residenziale (6.1% nella media dei primi tre trimestri) sia con maggiore intensità per quella non residenziale (27.4% nello stesso periodo).

 

Un fattore positivo continua a risiedere nell’andamento del mercato immobiliare

Nel primo trimestre 2019 le compravendite di abitazioni hanno fatto segnare un incremento dell’8.8%, consolidando il trend espansivo in atto quasi ininterrottamente dal 2014. Una dinamica positiva ha caratterizzato anche il mercato non residenziale, in misura più significativa per il segmento del terziario-commerciale (5.9%).

 

Tab. 3 - Permessi a costruire residenziali (migliaia, cumulata 4 trimestri)

Permessi a costruire residenziali

Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Istat

 

Nonostante le transazioni crescano da molti trimestri, la discesa dei prezzi delle abitazioni non ha ancora raggiunto una completa stabilizzazione, con una variazione tendenziale ancora negativa nel primo trimestre 2019 (-0.8%), quale risultato di un ulteriore calo nel segmento delle abitazioni esistenti e di una accelerazione della ripresa nel segmento del nuovo. Il quadro dei prezzi si presenta, tuttavia, differenziato a livello territoriale, evidenziando segnali di risveglio in alcune aree, e specialmente nei maggiori centri urbani.

Il dinamismo delle transazioni nel mercato residenziale ha continuato a ricevere impulso dal canale creditizio, anche se nel primo trimestre del 2019 la dinamica dei mutui erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni ha decisamente frenato, risentendo del rallentamento dei nuovi contratti e soprattutto della nuova contrazione dei mutui di surroga, essendo ormai esiguo il numero di contratti per i quali l’operazione potrebbe essere ancora conveniente.

 

Quanto alle opere pubbliche, cominciano ad emergere segnali di inversione del trend negativo degli ultimi anni

Si assiste ad un riavvio degli investimenti delle amministrazioni locali, che possono beneficiare delle risorse stanziate dal governo nel triennio 2016-2018 e della concessione di maggiore spazio fiscale, grazie alle nuove regole di finanza pubblica introdotte nella Legge di bilancio 2019. Risulta inoltre verosimile che la ripresa della domanda nel mercato dei lavori pubblici espressa dai bandi di gara pubblicati nel 2017-2018 abbia iniziato a manifestare i suoi effetti sui livelli di attività del comparto. I dati sui primi mesi dell’anno in corso confermano la ritrovata attività delle stazioni appaltanti, con un aumento dei bandi di gara pari al 60% in valore nel periodo gennaio-maggio, grazie al traino degli appalti banditi dai Comuni e dalle Ferrovie.

 

Tab. 4 - Permessi a costruire non residenziali (migliaia di m2, cumulata 4 trimestri)

Permessi a costruire non residenziali

Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Istat

 

Revisione al rialzo per il 2019

La congiuntura molto positiva del primo trimestre, nonostante le attese di un parziale rientro nel secondo, suggerisce di rivedere decisamente verso l’alto la stima di crescita degli investimenti in costruzioni per il 2019 (da 0.7% a 3.5%). L’espansione degli investimenti risulterebbe trainata dall’edilizia residenziale, soprattutto nella componente legata alle nuove abitazioni, e dalla ripresa del genio civile, mentre il comparto non residenziale è atteso decelerare, dopo il forte incremento del 2018.

 

Tab. 5 - Compravendite e prezzi delle abitazioni (indici 2010=100)

Compravendite e prezzi delle abitazioni

Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Istat e Agenzia delle Entrate

 

Per il biennio 2020-2021 lo scenario delle costruzioni delinea un consolidamento della fase di ripresa, a ritmi espansivi nell’ordine del 2% medio annuo

L’impulso principale alla crescita è atteso derivare ancora dal genio civile, nell’ipotesi che a favore del comparto comincino a materializzarsi gli effetti delle misure di rilancio degli investimenti pubblici introdotte nella Legge di bilancio 2019 e dei provvedimenti varati recentemente, come il cosiddetto decreto “Sblocca cantieri”.

Nel dettaglio, ai maggiori stanziamenti di risorse nella Legge di bilancio, anche attraverso l’istituzione dei due Fondi per lo sviluppo degli investimenti (uno per le Amministrazioni centrali e uno per quelle territoriali), si sono accompagnati interventi sul quadro normativo finalizzati a superare le criticità che finora hanno ostacolato la partenza dei cantieri delle principali infrastrutture. Si segnalano, quindi, le misure di semplificazione sulla legislazione vigente in materia di appalti pubblici, come anche l’istituzione di una struttura di missione (Investitalia) cui è affidato il coordinamento delle politiche governative in materia di investimenti pubblici e privati.

Nello stesso periodo l’edilizia residenziale è attesa mantenere un profilo espansivo, ma su ritmi più contenuti di quelli del 2018-2019, sostenuta dalla buona formazione di reddito disponibile delle famiglie e dai bassi livelli dei tassi di interesse. La progressiva riduzione dello stock di invenduto continuerà a sostenere la ripresa degli investimenti in nuove abitazioni. Si prevede, inoltre, un’intonazione ancora positiva per il comparto della riqualificazione, anche se è probabile che esso sconti un rallentamento anche alla luce della lenta implementazione prevista per i nuovi incentivi rivolti ai condomini e per il cosiddetto “Sisma bonus”. Un profilo di crescita in decelerazione dovrebbe caratterizzare anche l’edilizia non residenziale, che sconterà il passo più moderato degli investimenti in beni strumentali.

 

Sullo scenario continuano a gravare diversi rischi, orientati prevalentemente al ribasso

In particolare, un rallentamento dell’economia più forte del previsto o un deterioramento del quadro di finanza pubblica potrebbero condurre ad un’evoluzione degli investimenti in costruzioni più contenuta di quella prospettata. Un ulteriore fattore di rischio appare legato ai tempi lunghi di implementazione delle opere pubbliche, qualora le misure approvate si rivelassero insufficienti a conseguire progressi significativi su questo fronte.