SaMoTer Outlook - Edilizia (Settembre 2016)

Ripresa ancora lenta e accidentata ma in consolidamento dal 2017

Italia: investimenti in costruzioni (var. % annue medie)

EDILIZIA Valori 2015
mln €
2015 2016 2017 2018
RESIDENZIALE
di cui:
- nuovo
-ristrutturazioni
72.831

 

16.459
56.372
0.7

 

-3.4
2.0
1.3

 

-3.0
2.5
1.0

 

-1.0
1.5
1.1

 

-1.3
1.0
NON RESIDENZIALE 36.952 -2.6 -0.3 -1.6 2.3
GENIO CIVILE 23.999 -0.5 0.5 2.0 3.5
TOTALE COSTRUZIONI 133.782 -0.4 0.7 1.3 1.8

 

Andamento incerto nel primo semestre 2016

Il percorso della ripresa per le costruzioni nazionali si sta rivelando più lento e accidentato delle attese. I segnali di inversione della lunga tendenza recessiva, emersi nella seconda metà del 2015, si sono indeboliti nell’anno in corso; nel primo trimestre gli investimenti in costruzioni hanno fatto registrare una nuova flessione (-0.3% sul precedente), che ha riguardato sia la componente residenziale che gli altri comparti di attività, cui è seguito solo un lieve recupero (+0.3%) nei tre mesi successivi. Nonostante la battuta d’arresto, gli investimenti rimangono in crescita rispetto al periodo corrispondente del 2015 (1.6% nella media del primo semestre).

Le informazioni disponibili per il periodo più recente si presentano contrastanti e tendono nel complesso ad anticipare un modesto rafforzamento della ripresa nella seconda metà del 2016. L'indice della produzione nelle costruzioni ha continuato a evidenziare un andamento irregolare (-0.4% sul mese precedente in luglio, dopo l’incremento dell’1.2% di giugno), in prossimità di livelli storicamente minimi; nei primi sette mesi l'indice è diminuito dello 0.4% sul corrispondente. A conferma della fragilità del quadro settoriale, non si è arrestata la flessione dell’occupazione (-4.9% sul corrispondente nel secondo trimestre 2016), identificando le costruzioni come l’unico comparto con segno ancora negativo degli occupati.

Segnali più favorevoli sembrano, invece, emergere dagli indicatori prospettici. In particolare, il clima di fiducia delle imprese di costruzioni si è attestato nei mesi estivi in corrispondenza dei massimi dalla metà del 2008 e si è mantenuto su livelli più elevati rispetto a quanto registrato negli altri settori dell’economia.

 

Tab. 1 - Investimenti in costruzioni (var. % su trimestre precedente)

Investimenti in costruzioni

Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Istat

 

Indicazioni positive per il rinnovo abitativo e, in parte, l’edilizia non residenziale

Entrando nel dettaglio dei singoli comparti, sono confermate le indicazioni di debolezza della nuova edilizia residenziale, che sconta il prolungarsi nel 2015 della caduta dei permessi a costruire (-12.5% rispetto all’anno precedente). Prosegue anche l’effetto di stimolo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni e la riqualificazione energetica degli edifici, a suggerire un andamento ancora positivo degli investimenti nel rinnovo abitativo.

Di segno opposto le informazioni relative all’edilizia non residenziale. Da un lato, l’inversione di tendenza dei permessi – in aumento nel 2015, per la prima volta dopo un decennio di ininterrotta contrazione – prefigura la possibilità di un prossimo recupero dell’attività costruttiva. Dall’altro, sembrano rientrare gli spunti positivi sul fronte del credito; le erogazioni alle imprese per gli investimenti nel comparto hanno ripreso a diminuire nel primo semestre del 2016, dopo l’eccezionale incremento dell’anno precedente.

 

Tab. 2 - Indice di produzione e clima di fiducia delle imprese di costruzioni (indice 2010=100)

Indice di produzione e clima di fiducia delle imprese di costruzioni

Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Istat

 

“Raffreddamento” del mercato dei lavori pubblici

Interrompendo gli sviluppi positivi del biennio 2014-2015, i bandi di gara per lavori pubblici hanno accusato nei mesi più recenti un marcato ridimensionamento, imputabile all’introduzione, nello scorso aprile, del nuovo codice dei contratti pubblici. Il crollo dei bandi registrato in maggio (-75% in valore, secondo le rivelazioni dell’Ance) si è attenuato nei mesi successivi, ma il bilancio da inizio anno rimane negativo, con una flessione di quasi il 15% sul corrispondente nella media del periodo gennaio-agosto. L’incertezza originata dal nuovo quadro normativo – e dalle principali innovazioni in esso contenute (divieto di appalto integrato, qualificazione delle stazioni appaltanti) – ha frenato soprattutto gli appalti degli enti locali, a partire dai Comuni, accentuando per questi ultimi un andamento cedente dei lavori banditi già in atto dai mesi finali del 2015. L’effetto negativo del nuovo codice sul mercato delle opere pubbliche è comunque atteso esaurirsi gradualmente nei prossimi mesi, anche a seguito delle correzioni apportate e del completamento dei relativi decreti attuativi.

 

Consolidamento della ripresa delle transazioni immobiliari

A fronte di un quadro ancora debole per gli investimenti e la produzione, si è consolidata la dinamica espansiva del mercato immobiliare, con incrementi delle compravendite di abitazioni superiori al 20% tendenziale nei primi due trimestri del 2016. Molto positivo anche l’andamento del mercato non residenziale, che evidenzia una crescita generalizzata in tutti i segmenti, e in particolare nel produttivo e in quello commerciale.

Permangono, infatti, condizioni favorevoli alla domanda abitativa, dal recupero dei redditi delle famiglie al basso livello dei tassi di interesse e alle migliorate condizioni di accesso al credito. Al riguardo, si segnala un allentamento dei criteri di offerta dei mutui, a riflesso di un minore rischio del mercato immobiliare e di una maggiore concorrenza tra banche per assicurarsi la clientela meno rischiosa. Sulle erogazioni totali rimane significativa l’incidenza delle surroghe e ristrutturazioni dei mutui esistenti (circa il 20% nel primo semestre 2016), anche se in riduzione rispetto all’anno precedente.

 

Tab. 3 - Compravendite e prezzi delle abitazioni

Compravendite e prezzi delle abitazioni

Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Istat e Agenzia delle Entrate

 

Tab. 4 - Bandi di gara per lavori pubblici

Bandi di gara per lavori pubblici

Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Ance

 

Revisione al ribasso della crescita per il 2016

Il debole andamento del primo semestre induce a prefigurare per l’anno in corso una crescita delle costruzioni più moderata rispetto alle attese dei mesi scorsi; le nuove stime indicano un incremento degli investimenti pari allo 0.7%, dall’1.5% stimato in precedenza. La revisione più consistente al ribasso riguarda il comparto del genio civile, in considerazione di un impatto più limitato delle misure di rilancio degli investimenti pubblici varate dal governo. Alla luce delle stime più recenti, la spesa in conto capitale delle Amministrazioni Pubbliche, di cui una quota rilevante riguarda le costruzioni, sembra beneficiare di un aumento inferiore a quanto annunciato nel DEF dello scorso aprile. Inoltre, sono emersi ritardi nell’applicazione della clausola europea di flessibilità per gli investimenti pubblici (in misura pari al 2.5% del Pil), comportando una minore accelerazione della spesa nazionale per i progetti di investimento co-finanziati dall’UE.

In linea con la debole domanda di beni strumentali delle imprese, sono state riviste verso il basso anche le stime del comparto non residenziale, atteso chiudere il 2016 solo con un lieve incremento rispetto all’anno precedente. Per l’edilizia residenziale è invece confermato un buon ritmo di espansione, superiore alla media delle costruzioni, ancora una volta imputabile esclusivamente al traino degli investimenti nella riqualificazione, in grado di controbilanciare l’ulteriore indebolimento delle nuove abitazioni.

 

Confermato il miglioramento prospettico

Per il biennio 2017-2018 viene confermato uno scenario di graduale rafforzamento della ripresa dell’edilizia nazionale, con tassi di crescita nell’ordine dell’1.5% medio annuo. L’accelerazione risulterebbe guidata dall’edilizia non residenziale, grazie alle condizioni più favorevoli agli investimenti delle imprese, e dalle opere pubbliche, nell’ipotesi – superato l’effetto di freno determinato dal nuovo codice – di un recupero dell’attività delle stazioni appaltanti, e soprattutto di un maggiore impulso agli investimenti pubblici da parte della politica di bilancio.

Al riguardo, le nuove previsioni per gli investimenti fissi lordi della PA indicano per i prossimi anni un’accelerazione della spesa in conto capitale, anche attraverso uno sblocco degli avanzi di bilancio degli enti locali per investimenti nelle opere medio-piccole, come quelle relative agli immobili pubblici e all’edilizia scolastica. Nell’arco della previsione dovrebbero, inoltre, manifestarsi i primi effetti associati agli interventi (infrastrutture, progetti ambientali e di messa in sicurezza del territorio) programmati nell’ambito dei “Patti di sviluppo per il Sud” siglati tra governo e Regioni. A ciò si aggiungeranno gli investimenti da realizzare nell’ambito del Piano industriale dell’Anas per il periodo 2016-2020 e quelli previsti dal Contratto di Programma con Rfi (Rete Ferroviaria Italiana).

Un impulso rilevante alle costruzioni è atteso anche dai provvedimenti che saranno inseriti nella prossima legge di Bilancio. Tra le misure in via di definizione si profilano una proroga degli incentivi per le ristrutturazioni e la riqualificazione energetica degli edifici (con eventuale estensione ai condomini), lo stanziamento di risorse a favore della ricostruzione nelle aree colpite dal recente terremoto e soprattutto la definizione del Piano nazionale di prevenzione sismica. Il Piano si articolerà necessariamente su un orizzonte pluriennale ma potrebbe includere, in prima istanza, un potenziamento del bonus per gli interventi di adeguamento antisismico.

Sulla base delle misure annunciate, gli investimenti nel rinnovo edilizio manterranno un’intonazione positiva sull’intero periodo della previsione, mentre per il nuovo residenziale si prospetta una lenta uscita dalla fase recessiva, che consentirebbe di recuperare un segno positivo degli investimenti solo nel 2018. La ripresa di quest’ultimo comparto, nonostante il miglioramento dei redditi delle famiglie e le condizioni ancora favorevoli del credito, continuerà a trovare un freno nell’esigenza di smaltimento dell’elevato stock di abitazioni invendute.